Una vittoria del popolo Portoricano unito alla comunità LGBT

 

Ricky Martin, icona gay, ha vinto. Il popolo di Portorico ha vinto. In questi giorni difficili possiamo dire che la speranza ha vinto. La speranza nella democrazia e nel diritto di avere rappresentanti politici almeno decenti. E’stata una protesta nata per la diffusione di centinaia di chat private del governatore Rossellò che contengono insulti omofobi, misogini e vari altri commenti inadeguati. Mercoledì scorso una delle tante adunate si è scontrata con la polizia a pochi metri dalla casa di Rosselló, provocando feriti, tra spari di proiettili di gomma e gas lacrimogeni.

La folla però ha resistito, portando avanti le proteste per diversi giorni. Il governatore ha replicato di aver commesso degli atti «inappropriati che rimpiango» ma non illegali e che per questo, non aveva nessuna intenzione di dimettersi dal suo ruolo.
Invece, scaricato anche da Trump con un tweet, Rossellò si arrende e annuncia le proprie dimissioni

Riky Martin è stato coinvolto fin da subito. Tra i messaggi trapelati, infatti, ce n’è anche uno in cui il governatore fa un commento omofobo sul cantante, e per questo il caso ha preso il nome di “Rickyleaks” «Siamo stanchi del cinismo. Insultano le donne, insultano la comunità LGBT, le persone con disabilità. La corruzione è folle. Siamo stanchi, non ne possiamo più», ha detto Martin ai giornalisti durante la protesta. . Le chat private di Rosselló, che contengono insulti omofobi e non solo, erano state diffuse dal Center for Investigative Journalism, a soli pochi giorni dopo che L’FBI aveva arrestato due ex funzionari dell’amministrazione per corruzione. Ricardo Rosselló per quest ultimo scandalo si era anche  dimesso da presidente del suo partito.

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