“Diversità di genere ci viene imposta”

 

Vladimir Putin non si risparmia un nuovo attacco alla comunità LGBT. Non è una novità, abbiamo imparato la posizione del presidente Russo dai racconti delle difficoltà sostenute dalle comunità gayfriendly dell’ex unione sovietica. Questa volta però la sua propaganda varca i confini ed ha come scenario il G20 di Osaka. Siamo nel 2019 ed ancora stiamo combattendo. Potremmo darci una motivazione se queste posizioni omofobe venissero da paesi in via di sviluppo, con tassi di educazione inguardabili, ma così non è. Stiamo parlando dei 20 paesi più industrializzati del mondo! Putin non ha perso l’occasione di ribadire l’insofferenza verso ogni manifestazione di identità di genere diversa dalla “classica”. Ha sottolineato il fastidio che la gente sente a subire le imposizioni della comunità LGBT.  Ci piacerebbe sapere se qualcuno, in quella sede, ha dissentito e come lo ha fatto. Purtroppo Putin non è un caso isolato nel G20,  basti pensare ad altri partecipanti come Trump ( sembrato così in sintonia con Putin) ed il presidente Brasiliano Bolsonaro.  Inoltre, Turchia ed Arabia Saudita, spiccano nell’elenco dei paesi membri ostili ad un’inclusione della comunità LGBT.  Se questi sono i 20 paesi migliori…

Pesare di più, economicamente e politicamente, è il mezzo più efficace per farsi ascoltare con attenzione.

Se la comunità LGBT +  fosse unita e decisa su chi supportare o boicottare, avrebbe tranquillamante il peso di poter sedere al tavole del G20 se non G7.

This post is also available in: enEnglish (Inglese)